Occhiali attivi ed Emitters



La tecnologia degli occhiali 3D attivi si sviluppa su tre fronti principali: occhiali 3D attivi con sincronismo IR (infrarosso), quelli con sincronismo RF (radiofrequenza) e quelli a tecnologia 3D DLP Link®.
Tutte le tipologie utilizzano batterie interne agli occhiali stessi, spesso ricaricabili tramite porta USB.
Le tecnologie a sincronismo IR (infrarosso) e quella a sincronismo RF (radiofrequenza) implicano la emissione di uno speciale segnale che viene catturato dagli occhiali in sincronismo con la frequenza del segnale inviato.
Nel caso della tgecnologia DLP Link® il segnale ricevuto è di tipo "ottico", ed è catturato da un fotoricettore incorporato negli occhiali.
Nell'ambito degli emitter vi sono differenze legate alla portata dei medesimi, fatto questo rilevante quando la visualizzazione 3D viene effettuata con sistemi a proiettore in ambienti che prevedono l'accesso contemporaneo di numerose utenze.
I proiettori 3D Ready più recenti adottano come sincronismo primario quello 3D DLP Link®, ma dispongono anche di una uscita posteriore accessoria destinata a pilotare un segnale RF oppure IR tramite apposito emitter opzionale. Tale possibilità serve a pilotare emitter più potenti in caso di situazioni in cui il sincronismo 3D DLP Link®  non sia sufficiente.

Tecnologia HFR (High Frame Rate)

In ambito cinematografico circa 80 anni fa si decise di adottare uno standard di registrazione/proiezione a 24 fps (fotogrammi per secondo).
La scelta fu dettata principalmente da ragioni economiche legate al costo della pellicola stessa: più lenta scorre, meno ne viene utilizzata.
Con l’arrivo del digitale naturalmente questa limitazione può essere tranquillamente superata e si può girare una pellicola con un numero di fotogrammi doppio, o anche superiore.
La tecnologia HFR prende come riferimento uno standard di 48 fps. Ciò consente alla proiezione di avvicinarsi sempre più a ciò che l’occhio umano vede nella realtà).
Peraltro lo standard a 24 fps pone problemi di artefatti, specie con le riprese nei movimenti veloci e nelle scene più dinamiche, nelle quali non riusciamo sempre a percepire l'immagine tutto in modo nitido e fluido.
La proiezione di un film girato e proiettato in 48 fps può essere un’esperienza molto particolare, perché si "scontra" con l’abitudine che il nostro cervello ha acquisito nel tempo con la vecchia visulaizzazione a 24 fps.
I filmati 3D più recenti sono girati a 48 fps o addirittura 60 fps per ciascun canale, contro i soli 24 fps dei film 3D meno recenti.
Questa evoluzione esalta la fluidità dell'immagine ed il coinvolgimento dello spettatore rispetto al filmato.
Occhiali attivi ed Emitters
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